Trebisonda è una delle realtà storiche dell’arte contemporanea a Perugia. Dal 1989 a oggi non
ha mai interrotto la sua intensa attività di promozione, di ricerca, di sostegno alla
sperimentazione nel campo delle arti visive, portando in città artisti di qualità (spesso individuati
già nella loro fase aurorale) e facendo al contempo oltrepassare le mura urbiche a opere e
artefici del nostro territorio, perlopiù formatisi all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”.
Appare dunque naturale la presenza di Trebisonda a Palazzo della Penna che rivolge con
doverosa attenzione il proprio sguardo a quanto di più interessante accade in città. I membri
‘storici’ dell’associazione – Danilo Fiorucci, Benedetta Galli, Robert Lang, Francesca Manfredi,
Sandford&Gosti – hanno risposto alla chiamata proponendo una mostra perfettamente calata
negli spazi del palazzo e calibrata nel reciproco rapporto tra le singole opere e tra le diverse
poetiche. Si percepisce già al primo sguardo come Testimoni non intenda configurarsi come una
piccola antologia retrospettiva ma, al contrario, come una proposta totalmente nuova, fedele ai
principi di collaborazione, rispetto delle individualità, assimilazione della conformazione e dello
spirito dei luoghi che da sempre caratterizzano il modo di procedere di Trebisonda. A
orchestrare sapientemente il percorso è intervenuta Bianca Pedace, mentre ad Aldo Iori, più o
meno in contemporanea, è stato chiesto di curare la mostra Deposito Trebisonda negli spazi
dell’associazione, racconto attraverso settanta opere di altrettanti artisti che hanno nel tempo
partecipato alle esposizioni e hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio con un dono.
Mentre fanno il punto sulla lunga storia di Trebisonda, le due mostre rappresentano del pari il
trampolino dal quale prendere l’energia e lo slancio per proiettarsi verso il futuro, tenendo come
unica bussola l’amore per l’arte e l’ostinata convinzione della centralità del ruolo dell’artista nel
mondo.