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Ettore Passerin d'Entrèves

Ideologie del Risorgimento


2026
Biblioteca di storia e pensiero politico
Coedizione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano

15x21, brossura

Isbn: 9791280662330
Pagine: 280



Ideologie del Risorgimento è un testo tra i meno conosciuti (ma tra i più interessanti) di Ettore Passerin d’Entrèves, pubblicato nel 1969 come lungo capitolo all’interno della Storia della letteratura italiana diretta da E. Cecchi e N. Sapegno. L’arco temporale va dal periodo rivoluzionario al 1848 e al mazzinianesimo. Restano dunque fuori le esperienze ideali, gli itinerari intellettuali e le espressioni culturali che avrebbero portato all’unificazione dell’Italia: è un Risorgimento cronologicamente breve ma assai intenso, quello che viene proposto. Le ideologie di cui parla Passerin d’Entrèves non debbono essere intese nell’accezione convenzionale: come sistemi culturali chiusi o corpus dottrinali coerenti. Il testo traccia piuttosto una mappa delle molteplici correnti culturali circolate in Italia dopo la crisi del riformismo settecentesco e il fallimento dell’esperienza rivoluzionaria. Vengono ricostruite dispute intellettuali, ambienti sociali e politici, battaglie ideali e politiche combattute tuttavia senza che fosse chiaro ai protagonisti di questa stagione l’esito politico-istituzionale che si sarebbe prodotto successivamente. E che Passerin d’Entrèves, in linea con la sua concezione problematica della storia, non ha mai considerato in una chiave deterministica e lineare.
Ettore Passerin d’Entrèves (Torino, 26 dicembre 1914 – Aosta,2 marzo 1990) è stato uno dei maggiori storici italiani del secondo dopoguerra, apprezzato soprattutto per i suoi lavori sull’Ottocento italiano ed europeo. Allievo di Gioele Solari, si è laureato nel 1936 con una tesi sul pensiero di Cesare Balbo. Ha attivamente partecipato alla Resistenza in Valle d’Aosta, per poi abbracciare, finita la guerra, la carriera accademica. Ha insegnato a lungo nelle Università di Pisa, Milano (alla Cattolica) e Torino. 
Nei suoi studi — condotti a cavaliere tra storia politica e storia delle idee — si è occupato a lungo dei rapporti tra Stato e Chiesa nel periodo pre- e post-unitario, delle origini e degli sviluppi del cattolicesimo liberale ottocentesco, del Settecento riformatore, del movimento giansenista, della cultura romantica, della politica ecclesiastica piemontese e della questione romana, dei movimenti nazionali in Italia e Germania, del processo di unificazione nazionale. 
Nel secondo dopoguerra ha svolto un’intensa attività pubblicistica a sostegno delle sue posizioni di cattolico liberale e riformatore. Per farsi un’idea adeguata della vastità dei suoi interessi particolarmente preziose sono le raccolte postume dei suoi scritti: La formazione dello Stato unitario (1993), Religione e lotta politica nell’Ottocento europeo (1993), La Toscana civile. Lotte politiche e correnti culturali tra Sette e Ottocento (1994).
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