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Francesco Federico Mancini

Velázquez e Bernini

Autoritratti in mostra al Nobile Collegio del Cambio


2017

hardcover

Isbn: 9788897738893
Pagine: 88



Velázquez e Bernini, due colossi della storia universale dell’arte, chiamati a confrontarsi in quel luogo magico che è il Nobile Collegio del Cambio, sotto gli occhi del grande Perugino. Un dialogo che si gioca su un tema preciso, l’autoritratto, al quale i due artisti dedicarono notevole impegno cercando l’uno di cogliere il meglio dell’altro e creando capolavori, per la prima volta riuniti, destinati a essere nei secoli successivi studiati e interpretati da numerosi altri pittori. «A mio parere – scrive Francesco Federico Mancini, curatore della mostra e del catalogo – l’incontro romano e il conseguente, straordinario incrocio di esperienze di due fra i maggiori protagonisti del Seicento europeo produsse benefici di reciproca utilità. Velázquez, grazie a Bernini, comprese quale forza espressiva si celasse nel taglio a mezzo busto del ritratto, da quest’ultimo già sperimentato sul versante della scultura, e quanta vitalità potesse scaturire dalla contrapposizione tra la maniera abbozzata degli abiti e la maniera finita dei volti. Bernini apprese dal collega spagnolo il modo di scavare nell’intimo dei personaggi, di entrare nella loro complessità psicologica». 
Accanto al cosiddetto Trittico Martinelli, oggi conservato nella Galleria Nazionale dell’Umbria, e all’Autoritratto di Velázquez della Pinacoteca Capitolina, perno del progetto, sono esposti l’Autoritratto a mezza figura di Bernini della Galleria degli Uffizi e l’Autoritratto di Velázquez sempre degli Uffizi. Sono presenti anche l’Autoritratto di Bernini del Museo del Prado, l’Autoritratto di Bernini del Musée Fabre di Montpellier e il bellissimo Autoritratto giovanile di Bernini mentre disegna della collezione Luigi Koelliker di Milano.
Francesco Federico Mancini è professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna nell’Università di Perugia. La sua produzione scientifica, costituita da oltre 200 titoli, riguarda prevalentemente l’arte italiana dal Medioevo al Novecento. I suoi studi si sono concentrati sulla pittura del Quattrocento in Umbria (Benedetto Bonfigli, Pietro di Galeotto, Pintoricchio, Perugino e il peruginismo, Piermatteo d’Amelia), l’attività umbra di Piero della Francesca, la produzione giovanile di Raffaello e il fenomeno del raffaellismo a Perugia e in Umbria, Federico Barocci e la diffusione del baroccismo. Autore di monografie su Raffaello, Benedetto Bonfigli e Leonardo Scaglia, ha curato, in collaborazione con Vittoria Garibaldi, alcune grandi mostre: Perugino (2004), Pintoricchio (2007), Piermatteo d’Amelia (2009) e Signorelli (2012). Ha diretto e in larga parte curato i cataloghi sistematici dei musei di Bevagna, Città di Castello, Deruta, Nocera Umbra, Perugia (Collezione Valentino Martinelli e Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio).
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