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Chiara Matraini

Le opere in prosa e altre poesie


2017

Isbn: 9788897738978
Pagine: 888



Di questo straordinario personaggio che fu Chiara Matraini (Lucca, 1515-1604) si erano perse a lungo le tracce fino all’edizione critica delle Rime e lettere a cura di Giovanna Rabitti (1989). Ma restava sconosciuta l’altra faccia di Chiara Matraini: cinque opere stampate in vita, di cui una in prosa e quattro prosimetri, e un certo numero di testi dispersi, che qui si pubblicano con criteri filologici moderni, corredati di introduzioni e opportunamente annotati. Questa attività della Matraini risulta eccezionale se si considerano i tempi: esauritasi la fioritura delle rimatrici, Chiara Matraini inseguì il progetto di continuare ad essere una scrittrice, in poesia e in prosa. Rientrata gradualmente Lucca nell’ordine voluto dalla Chiesa, vi si adattò indossando i panni della peccatrice pentita senza rinunciare ad affermarsi come intellettuale anche se donna. A parte le liriche, le sue opere non ebbero molta fortuna, se si eccettua il Breve discorso sulla vita di Maria Vergine, alcuni dispersi e il carteggio con un letterato minore che le scriveva da Lucca quando lei era a Genova: bandita dalla città? Fuggita lei stessa? Una figura singolare, Chiara Matraini, alla quale questo volume intende rendere giustizia.


Anna Mario ha conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica e Letterature Comparate presso l’Università degli Studi di Perugia. Si è occupata di critica leopardiana (W. Binni, L. Baldacci). Ha pubblicato il volume Italo Calvino. Quale autore laggiù attende la fine? (Firenze, FUP, 2015), sul tema della catastrofe in questo scrittore; e altri saggi sparsi (su T. Tasso e su L. Russo alla prima guerra mondiale). Attualmente è lettrice d’Italiano presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3.
Chiara Matraini nacque nel 1515 da una famiglia di ricchi artigiani, tintori della seta anticamente originari del borgo di Matraia che svolsero un importante ruolo nelle lotte politiche nell'oligarchica Repubblica di Lucca. Sposata nel 1531 e rimasta vedova nel 1542, si sa che a quel tempo era già nota in città come poetessa, che nel 1547 fu coinvolta in uno scandalo a causa di allegre riunioni tenute insieme con giovani pisani e che ebbe una relazione con un Bartolomeo Graziani poi assassinato da sconosciuti. Solo nel 1555 furono pubblicate a Lucca le sue Rime e prose, un canzoniere preceduto da una lettera forse indirizzata al letterato Lodovico Domenichi, nella quale ella difende la dignità letteraria dell'amore, e dall'Orazione dell'arte della guerra, dove viene esaltata la nobiltà civica della difesa della patria. Nel 1556 pubblicò la traduzione in volgare dell'orazione A Demonico dello pseudo-Isocrate, dedicata a Giulio de' Medici, mentre a Venezia furono ripubblicate le sue Rime in un'edizione miscellanea e sue singole composizioni furono ancora stampate in altre antologie. Verso il 1560 conobbe a Lucca il nobile di Carpi Cesare Coccapani, con il quale intrattenne una lunga relazione affettiva e intellettuale, testimoniata da un epistolario, mentre un paio d'anni dopo la Matraini si stabilì per qualche tempo a Genova. Nell'ultimo periodo della vita, trascorsa a Lucca, la Matraini si volse a temi religiosi: le Meditazioni spirituali del 1581, le Considerazioni sopra i sette salmi penitenziali del 1586, il Breve discorso sulla Madonna del 1590 e i Dialoghi spirituali. Morì nel novembre 1604, tre mesi dopo aver redatto il suo quarto testamento.
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