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Annalisa Volpone (a cura di)

La felicità di essere tristi

Saggi sulla melanconia


2017

Saggi di Marco Bagli, Paolo Calabresi, Camilla Caporicci, Roberto De Romanis, Yhara M. Formisano, Roberta Mastrofini, Francesca Montesperelli, Cristiano Ragni, Jodi L. Sandford, Anna Torti, Annalisa Volpone.

Isbn: 9788897738947
Pagine: 264



Al confine tra le emozioni, nel punto in cui tristezza, gioia, memoria e fantasia trovano il loro fragile equilibrio, la melanconia indica una vera e propria categoria estetica. I saggi che compongono questo volume indagano la melanconia nel suo farsi racconto e linguaggio attraverso i secoli, nello specifico ambito della letteratura anglosassone dal XV al XIX secolo. In una prospettiva interdisciplinare, applicando strumenti dell'analisi letteraria, della linguistica e delle neuroscienze, la «English malady» emerge in tutta la sua complessità psicologica, le stratificazioni interpretative, i codici con cui viene elaborata dall'individuo e dalla società, per venire infine distillata nelle forme della letteratura e della poesia. Dall'Anatomy di Robert Burton alla malattia dell'Amleto shakespeariano, dai drammi di John Ford ai travelogue di Henry Fielding, fino alle meditazioni poetiche di John Keats e Oscar Wilde, la letteratura inglese si offre così allo sguardo di filologi e critici ma allo stesso tempo incrocia gli esiti della ricerca linguistica, neurobiologica e psichiatrica.  

Annalisa Volpone è Professore associato di Letteratura inglese all’Università degli Studi di Perugia, dove è anche condirettore del CEMS (Centre for European Modernism Studies). È autrice di Speak to Us of Emailia: per una lettura ipertestuale di Finnegans Wake e di Joyce: Give and Take. Oltre che su James Joyce, ha pubblicato anche su Virginia Woolf, Vladimir Nabokov e su Mary Wollstonecraft, William Blake, S.T. Coleridge, P.B. Shelley e Mary Shelley. Il suo principale ambito di ricerca consiste nelle interconnessioni tra letteratura e scienza (in particolare le neuroscienze). Attualmente sta lavorando a una monografia su William Blake e le scienze della mente intitolata ‘In What Furnace Was Thy Brain?’ A Study on William Blake’s Medico-Cultural Imaginaire.
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