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Paolo Vinti

Cosmo libertà uguaglianza

Poesie 1999-2007


a cura di Walter Cremonte
con un saggio di Wu Ming 1

2020

Lapsus calami, 12

Isbn: 9788885803688
Pagine: 128



Quando l’agire è collettivo 
o quando è solo un sostantivo 
quando la teoria è progetto 
o quando è volontà di soggetto 
quando la costruzione è immediatamente 
o è solo trascendente 
quando la realizzazione è cercata 
o quando essa è perfezionata. 
Il dire ci sono, 
il produrre pensiero, 
il sentire profondo, 
vuol dire ti amo
L’ipotesi Paolo Vinti è: la vita di un filosofo e poeta. 
L’ipotesi Paolo Vinti è: il corpo di un filosofo di strada. Come Socrate, che stava nell’agorà, nella piazza, nelle vie ad interrogare la gente. Come Diogene, che viveva in una botte e girava di giorno con una lanterna accesa, e quando gli chiedevano «Ma che fai?» rispondeva: «Cerco l’uomo.» Paolo fa filosofia con le parole, ma soprattutto la fa con la parola incarnata, con il corpo, con l’esempio del suo modo di vivere, tutti i giorni. Vivere per le strade. 
L’ipotesi Paolo Vinti è: un poeta che usa la lingua a misura di precise, precisissime strategie testuali e corporee. Il linguaggio è un cantiere sempre aperto, dove lo scrittore passa le giornate, in bilico sulle impalcature del senso con in mano il secchio e la cazzuola, e in testa un cappello di carta di giornale. Paolo lavora in quel cantiere, e programmaticamente si adopera a forzare il linguaggio, ritmi, risonanze, timbri, accento strascicato, tutto il corpo che trema nell’emettere il suono, per schiudere l’immaginazione di chi ascolta. 

(dalla postfazione di Wu Ming 1)
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